Non una di meno – Manifestazione del 26 novembre 2016 a Roma: la Casa delle donne di Viareggio organizza il viaggio per prendervi parte!

casa delle donne La Casa delle Donne di Viareggio si organizza per prendere parte alla manifestazione NI UNA MENOS! NON UNA DI MENO! che attraverserà Roma il prossimo 26 novembre, all’indomani della  Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.   Il percorso NI UNA MENOS! NON UNA DI MENO! nasce a Roma dal confronto tra l’UDI - Unione donne in Italia (presente nel nostro paese dal 1945 con il nome di Unione donne Italiane poi cambiato con quello attuale nel 2003), Io Decido – Rete Romana (rete cittadina aperta che si è confrontata con i molteplici servizi rivolte alle donne, tra cui centri antiviolenza) e D.i.Re – Donne In Rete contro la violenza (prima e unica rete italiana a carattere nazionale di Centri Antiviolenza non istituzionali e gestiti da associazioni di donne. Raccoglie 77 centri antiviolenza e case delle donne).    L’idea di questo grande corteo nazionale viene promosso in occasione dell’assemblea nazionale contro la violenza maschile sulle donne “Ni una menos - Non una di meno” svoltasi a Roma lo scorso 8 ottobre 2016 presso la facoltà di psicologia di Roma.  L’assemblea ha espresso la volontà di costruire un grande corteo nazionale il prossimo 26 novembre, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.   Di seguito si riportano  il Report dell’Assemblea nazionale Ni una menos-Non una di meno;  L’ appello della Rete IoDecido, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, UDI – Unione Donne in Italia  NON UNA DI MENO: IL REPORT DELL’ASSEMBLEA DI SABATO 8 OTTOBRE A ROMA  Prima di qualsiasi considerazione viene il ricordo di chi non è potuta essere con noi, eppure era presente come lo sarà in tutte le nostre lotte.  Ciao Silvia, che la terra ti sia lieve.  Oltre cinquecento donne, provenienti da tutta Italia, si sono ritrovate l’8 ottobre presso la facoltà di Psicologia dell’Università Sapienza di Roma, nell’assemblea del percorso nazionale contro la violenza maschile sulle donne “Non Una di Meno”.  Un’assemblea ricca di decine di interventi ha reso la complessità di analisi e di proposta sul fenomeno della violenza di genere, e ha portato all’articolazione di diverse proposte sul tema. Si è definita una lettura sfaccettata della violenza: non come fatto privato, che avviene unicamente tra le mura domestiche, ma come fenomeno continuamente generato e riaffermato anche dalle politiche istituzionali – educative, sociali ed economiche – e dalle narrazioni tossiche prodotte dai media. La violenza sulle donne, quindi, non può più essere trattata in termini emergenziali e securitari, laddove si tratta di un problema complesso, stratificato e, quindi, strutturale.  Con forza anche le donne dei centri antiviolenza, nati dal movimento femminista, hanno sottolineato in molti interventi come la violenza maschile sulle donne sia un fatto sistemico, che può essere affrontato solo con un cambiamento culturale radicale che contrasti anche il tentativo di istituzionalizzazione degli stessi centri antiviolenza, trasformandoli in luoghi di accoglienza neutri delle donne, riaffermando piuttosto il loro ruolo politico di agenti di cambiamento.  Sono state richiamate le lotte delle donne argentine, che proprio in coincidenza con non una dil’assemblea romana hanno dato avvio, in oltre 50000, al loro incontro nazionale a Rosario, per rilanciare la campagna “Ni Una Menos” con un’unica grande data di mobilitazione continentale; così come molteplici sono stati i riferimenti alle donne polacche e curde, come esempio della potenza e della portata generale che lotte articolate da un punto di vista di genere e femminista possono assumere a partire dalla loro specificità, sino a rappresentare l’unica opposizione reale alla torsione antidemocratica in atto ormai a livello globale.  Con questa aspirazione, l’assemblea ha espresso la volontà di costruire un grande corteo nazionale il prossimo 26 novembre, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un corteo che attraversi Roma e che valorizzi appieno il protagonismo delle donne e le rivendicazioni di cui sono portatrici.  Le donne non vogliono essere più rappresentate come vittime e vogliono attraversare e determinare lo spazio pubblico e politico in piena autonomia. È stata in tal senso espressa la volontà di vigilare e contrastare eventuali strumentalizzazioni da parte dei media e delle forze politiche. Questo obiettivo va perseguito assicurando la massima visibilità alle donne e non alle organizzazioni politiche e sindacali (l’indicazione è quindi di scendere in piazza senza bandiere e simboli identitari).  Contro il sistema sociale, economico, politico e culturale che produce la violenza nelle forme del sessismo, della transomofobia e del razzismo in ogni ambito della nostra vita, sarà un corteo delle donne, aperto però a tutt* coloro che assumono la violenza di genere come problema prioritario nei processi di trasformazione dell’esistente.  L’intento è quello di non celebrare una scadenza in maniera rituale, per quanto ampia, bella e potente possa essere, ma di fare del 26 un punto di partenza di un percorso di lunga durata capace di proporre un Piano Femminista contro la violenza di genere e di aprire un processo di mobilitazione ampio che tocchi tutti gli aspetti dell’autodeterminazione femminile.  non una di menoPer questo si è convocato, sempre a Roma, un secondo momento di discussione nazionale il 27 novembre, che si articolerà in tavoli tematici e workshop per iniziare a lavorare tutte insieme e redigere il piano di proposta:  I tavoli proposti sono i seguenti:  – La narrazione della violenza attraverso i media: come immaginarne un ribaltamento in chiave femminista  – Educazione alle differenze, all’affettività e alla sessualità: la formazione come strumento di prevenzione e contrasto alla violenza di genere  – Diritto alla salute, libertà di scelta, autodeterminazione in ambito sessuale e riproduttivo  – Piano legislativo e giuridico  – Percorsi di fuoriuscita dalla violenza e processi di autonomia  – Femminismo migrante  – Lavoro e accesso al Welfare  – Sessismo nei movimenti  La campagna di avvicinamento alla mobilitazione nazionale del 26 e 27 sarà scandita da una giornata coordinata di iniziative dislocate nelle varie città, la cui data rimane da fissare; il blog https://nonunadimeno.wordpress.com/ sarà strumento di condivisione dei materiali e di coordinamento e diffusione delle iniziative di promozione, approfondimento e finanziamento del corteo nazionale del 26 e dell’assemblea del 27 novembre.    L’APPELLO della Rete IoDecido, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, UDI – Unione Donne in Italia  A TUTTE LE DONNE  Ni una menos! Non una di meno!  VERSO UNA GRANDE MANIFESTAZIONE DELLE DONNE: Il 26 Novembre tutte a Roma  PAGINA EVENTO FACEBOOK  APPUNTAMENTI IN PREPARAZIONE DELLE’EVENTO  Il 25 novembre è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Vogliamo che sabato 26 novembre Roma sia attraversata da un corteo che porti tutte noi a gridare la nostra rabbia e rivendicare la nostra voglia di autodeterminazione.  Non accettiamo più che la violenza condannata a parole venga più che tollerata nei fatti. Non c’è nessuno stato d’eccezione o di emergenza: il femminicidio è solo l’estrema conseguenza della cultura che lo alimenta e lo giustifica. E’ una fenomenologia strutturale che come tale va affrontata. La libertà delle donne è sempre più sotto attacco, qualsiasi scelta è continuamente giudicata e ostacolata. All’aumento delle morti non corrisponde una presa di coscienza delle istituzioni e della società che anzi continua a colpevolizzarci. I media continuano a veicolare un immaginario femminile stereotipato: vittimismo e spettacolo, neanche una narrazione coerente con le vite reali delle donne. La politica ci strumentalizza senza che ci sia una concreta volontà di contrastare il problema: si riduce tutto a dibattiti spettacolari e trovate pubblicitarie. Non c’è nessun piano programmatico adeguato. La formazione nelle scuole e nelle università sulle tematiche di genere è ignorata o fortemente ostacolata, solo qualche brandello accidentale di formazione è previsto per il personale socio-sanitario, le forze dell’ordine e la magistratura. Dai commissariati alle aule dei tribunali subiamo l’umiliazione di essere continuamente messe in discussione e di non essere credute, burocrazia e tempi d’attesa ci fanno pentire di aver denunciato, spesso ci uccidono. Dal lavoro alle scelte procreative si impone ancora la retorica della moglie e madre che sacrifica la sua intera vita per la famiglia. Di fronte a questo scenario tutte siamo consapevoli che gli strumenti a disposizione del piano straordinario contro la violenza del governo, da subito criticato dalle femministe e dalle attiviste dei centri antiviolenza, si sono rivelati alla prova dei fatti troppo spesso disattesi e inefficaci se non proprio nocivi. In più parti del paese e da diversi gruppi di donne emerge da tempo la necessità di dar vita ad un cambiamento sostanziale di cui essere protagoniste e che si misuri sui diversi aspetti della violenza di genere per prevenirla e trovare vie d’uscita concrete. È giunto il momento di essere unite ed ambiziose e di mettere insieme tutte le nostre intelligenze e competenze. A Roma da alcuni mesi abbiamo iniziato a confrontarci individuando alcune macro aree – il piano legislativo, i CAV e i percorsi di autonomia, l’educazione alle differenze, la libertà di scelta e l’IVG – sappiamo che molte altre come noi hanno avviato percorsi di discussione che stanno concretizzandosi in mobilitazioni e dibattiti pubblici. Riteniamo necessario che tutta questa ricchezza trovi un momento di confronto nazionale che possa contribuire a darci i contenuti e le parole d’ordine per costruire una grande manifestazione nazionale il 26 novembre prossimo.  Proponiamo a tutte la data di sabato 8 ottobre per incontrarci in una assemblea nazionale a Roma, e quella del 26 novembre per la manifestazione. Proponiamo anche che la giornata del 27 novembre sia dedicata all’approfondimento e alla definizione di un percorso comune che porti alla rapida revisione del Piano Straordinario Nazionale Anti Violenza. Queste date quindi non sono l’obiettivo ma l’inizio di un percorso da fare tutte assieme.  Realtà Promotrici: Rete IoDecido D.i.Re – Donne in Rete Contro la violenza UDI – Unione Donne in Italia  Per info e adesioni: nonunadimeno@gmail.com

La Casa delle donne di Viareggio parteciperà alla grande manifestazione del 26 novembre a Roma #Non una di meno!

La Casa delle Donne di Viareggio organizza un pullman GT per prendere parte alla manifestazione NI UNA MENOS! NON UNA DI MENO! che attraverserà Roma il prossimo 26 novembre, all’indomani della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Chi vuole partecipare scriva una mail a : centroantiviolenzaviareggio@gmail.com

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Il percorso NI UNA MENOS! NON UNA DI MENO! nasce a Roma dal confronto tra l’UDI – Unione donne in Italia (presente nel nostro paese dal 1945 con il nome di Unione donne Italiane poi cambiato con quello attuale nel 2003), Io Decido – Rete Romana (rete cittadina aperta che si è confrontata con i molteplici servizi rivolte alle donne, tra cui centri antiviolenza) e D.i.Re – Donne In Rete contro la violenza (prima e unica rete italiana a carattere nazionale di Centri Antiviolenza non istituzionali e gestiti da associazioni di donne. Raccoglie 77 centri antiviolenza e case delle donne). 

L’idea di questo grande corteo nazionale viene promosso in occasione dell’assemblea nazionale contro la violenza maschile sulle donne “Ni una menos – Non una di meno” svoltasi a Roma lo scorso 8 ottobre 2016 presso la facoltà di psicologia di Roma.

L’assemblea ha espresso la volontà di costruire un grande corteo nazionale il prossimo 26 novembre, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Di seguito si riportano

  • il Report dell’Assemblea nazionale Ni una menos-Non una di meno;
  • L’ appello della Rete IoDecido, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, UDI – Unione Donne in Italia

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NON UNA DI MENO: IL REPORT DELL’ASSEMBLEA DI SABATO 8 OTTOBRE A ROMA

Prima di qualsiasi considerazione viene il ricordo di chi non è potuta essere con noi, eppure era presente come lo sarà in tutte le nostre lotte.

Ciao Silvia, che la terra ti sia lieve.

Oltre cinquecento donne, provenienti da tutta Italia, si sono ritrovate l’8 ottobre presso la facoltà di Psicologia dell’Università Sapienza di Roma, nell’assemblea del percorso nazionale contro la violenza maschile sulle donne “Non Una di Meno”.

Un’assemblea ricca di decine di interventi ha reso la complessità di analisi e di proposta sul fenomeno della violenza di genere, e ha portato all’articolazione di diverse proposte sul tema. Si è definita una lettura sfaccettata della violenza: non come fatto privato, che avviene unicamente tra le mura domestiche, ma come fenomeno continuamente generato e riaffermato anche dalle politiche istituzionali – educative, sociali ed economiche – e dalle narrazioni tossiche prodotte dai media. La violenza sulle donne, quindi, non può più essere trattata in termini emergenziali e securitari, laddove si tratta di un problema complesso, stratificato e, quindi, strutturale.

Con forza anche le donne dei centri antiviolenza, nati dal movimento femminista, hanno sottolineato in molti interventi come la violenza maschile sulle donne sia un fatto sistemico, che può essere affrontato solo con un cambiamento culturale radicale che contrasti anche il tentativo di istituzionalizzazione degli stessi centri antiviolenza, trasformandoli in luoghi di accoglienza neutri delle donne, riaffermando piuttosto il loro ruolo politico di agenti di cambiamento.

Sono state richiamate le lotte delle donne argentine, che proprio in coincidenza con non una dil’assemblea romana hanno dato avvio, in oltre 50000, al loro incontro nazionale a Rosario, per rilanciare la campagna “Ni Una Menos” con un’unica grande data di mobilitazione continentale; così come molteplici sono stati i riferimenti alle donne polacche e curde, come esempio della potenza e della portata generale che lotte articolate da un punto di vista di genere e femminista possono assumere a partire dalla loro specificità, sino a rappresentare l’unica opposizione reale alla torsione antidemocratica in atto ormai a livello globale.

Con questa aspirazione, l’assemblea ha espresso la volontà di costruire un grande corteo nazionale il prossimo 26 novembre, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un corteo che attraversi Roma e che valorizzi appieno il protagonismo delle donne e le rivendicazioni di cui sono portatrici.

Le donne non vogliono essere più rappresentate come vittime e vogliono attraversare e determinare lo spazio pubblico e politico in piena autonomia. È stata in tal senso espressa la volontà di vigilare e contrastare eventuali strumentalizzazioni da parte dei media e delle forze politiche. Questo obiettivo va perseguito assicurando la massima visibilità alle donne e non alle organizzazioni politiche e sindacali (l’indicazione è quindi di scendere in piazza senza bandiere e simboli identitari).

Contro il sistema sociale, economico, politico e culturale che produce la violenza nelle forme del sessismo, della transomofobia e del razzismo in ogni ambito della nostra vita, sarà un corteo delle donne, aperto però a tutt* coloro che assumono la violenza di genere come problema prioritario nei processi di trasformazione dell’esistente.

L’intento è quello di non celebrare una scadenza in maniera rituale, per quanto ampia, bella e potente possa essere, ma di fare del 26 un punto di partenza di un percorso di lunga durata capace di proporre un Piano Femminista contro la violenza di genere e di aprire un processo di mobilitazione ampio che tocchi tutti gli aspetti dell’autodeterminazione femminile.

non una di menoPer questo si è convocato, sempre a Roma, un secondo momento di discussione nazionale il 27 novembre, che si articolerà in tavoli tematici e workshop per iniziare a lavorare tutte insieme e redigere il piano di proposta:

I tavoli proposti sono i seguenti:

– La narrazione della violenza attraverso i media: come immaginarne un ribaltamento in chiave femminista

– Educazione alle differenze, all’affettività e alla sessualità: la formazione come strumento di prevenzione e contrasto alla violenza di genere

– Diritto alla salute, libertà di scelta, autodeterminazione in ambito sessuale e riproduttivo

– Piano legislativo e giuridico

– Percorsi di fuoriuscita dalla violenza e processi di autonomia

– Femminismo migrante

– Lavoro e accesso al Welfare

– Sessismo nei movimenti

La campagna di avvicinamento alla mobilitazione nazionale del 26 e 27 sarà scandita da una giornata coordinata di iniziative dislocate nelle varie città, la cui data rimane da fissare; il blog https: //nonunadimeno.wordpress.com/  sarà strumento di condivisione dei materiali e di coordinamento e diffusione delle iniziative di promozione, approfondimento e finanziamento del corteo nazionale del 26 e dell’assemblea del 27 novembre.

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L’APPELLO della Rete IoDecido, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, UDI – Unione Donne in Italia

A TUTTE LE DONNE

Ni una menos! Non una di meno!

VERSO UNA GRANDE MANIFESTAZIONE DELLE DONNE: Il 26 Novembre tutte a Roma

PAGINA EVENTO FACEBOOK

APPUNTAMENTI IN PREPARAZIONE DELLE’EVENTO

Il 25 novembre è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Vogliamo che sabato 26 novembre Roma sia attraversata da un corteo che porti tutte noi a gridare la nostra rabbia e rivendicare la nostra voglia di autodeterminazione.

Non accettiamo più che la violenza condannata a parole venga più che tollerata nei fatti. Non c’è nessuno stato d’eccezione o di emergenza: il femminicidio è solo l’estrema conseguenza della cultura che lo alimenta e lo giustifica. E’ una fenomenologia strutturale che come tale va affrontata.

La libertà delle donne è sempre più sotto attacco, qualsiasi scelta è continuamente giudicata e ostacolata. All’aumento delle morti non corrisponde una presa di coscienza delle istituzioni e della società che anzi continua a colpevolizzarci.

I media continuano a veicolare un immaginario femminile stereotipato: vittimismo e spettacolo, neanche una narrazione coerente con le vite reali delle donne. La politica ci strumentalizza senza che ci sia una concreta volontà di contrastare il problema: si riduce tutto a dibattiti spettacolari e trovate pubblicitarie. Non c’è nessun piano programmatico adeguato. La formazione nelle scuole e nelle università sulle tematiche di genere è ignorata o fortemente ostacolata, solo qualche brandello accidentale di formazione è previsto per il personale socio-sanitario, le forze dell’ordine e la magistratura. Dai commissariati alle aule dei tribunali subiamo l’umiliazione di essere continuamente messe in discussione e di non essere credute, burocrazia e tempi d’attesa ci fanno pentire di aver denunciato, spesso ci uccidono.

Dal lavoro alle scelte procreative si impone ancora la retorica della moglie e madre che sacrifica la sua intera vita per la famiglia.

Di fronte a questo scenario tutte siamo consapevoli che gli strumenti a disposizione del piano straordinario contro la violenza del governo, da subito criticato dalle femministe e dalle attiviste dei centri antiviolenza, si sono rivelati alla prova dei fatti troppo spesso disattesi e inefficaci se non proprio nocivi. In più parti del paese e da diversi gruppi di donne emerge da tempo la necessità di dar vita ad un cambiamento sostanziale di cui essere protagoniste e che si misuri sui diversi aspetti della violenza di genere per prevenirla e trovare vie d’uscita concrete.

È giunto il momento di essere unite ed ambiziose e di mettere insieme tutte le nostre intelligenze e competenze.

A Roma da alcuni mesi abbiamo iniziato a confrontarci individuando alcune macro aree – il piano legislativo, i CAV e i percorsi di autonomia, l’educazione alle differenze, la libertà di scelta e l’IVG – sappiamo che molte altre come noi hanno avviato percorsi di discussione che stanno concretizzandosi in mobilitazioni e dibattiti pubblici.

Riteniamo necessario che tutta questa ricchezza trovi un momento di confronto nazionale che possa contribuire a darci i contenuti e le parole d’ordine per costruire una grande manifestazione nazionale il 26 novembre prossimo.

Proponiamo a tutte la data di sabato 8 ottobre per incontrarci in una assemblea nazionale a Roma, e quella del 26 novembre per la manifestazione.

Proponiamo anche che la giornata del 27 novembre sia dedicata all’approfondimento e alla definizione di un percorso comune che porti alla rapida revisione del Piano Straordinario Nazionale Anti Violenza.

Queste date quindi non sono l’obiettivo ma l’inizio di un percorso da fare tutte assieme.

Realtà Promotrici:

Rete IoDecido

D.i.Re – Donne in Rete Contro la violenza

UDI – Unione Donne in Italia

Per info e adesioni:

nonunadimeno@gmail.com

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