8 Aprile 2016: Le nuove norme internazionali e nazionali contro la violenza maschile sulle donne

Questo appuntamento è stato molto importante per il nostro Centro antiviolenza. 

Ad aprire l’incontro sono stati saluti istituzionali da parte di: Presidente della Società della Salute della Versilia Ettore Neri, la Vice-Sindaca in carica al momento del Comune di Viareggio Rossella Martina, facendosi portavoce anche dei saluti del Presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini e il Maresciallo dei Carabinieri di Viareggio Raffaele Ferraro.

8 aprile 2016 Sala di Rappresentanza del Comune di Viareggio - La Convenzione di Istanbul

8 aprile 2016 – prende la parola Rossella Martina

Non poteva mancare l’intervento della Presidente del nostro centro Ersilia Raffaelli la quale ha sottolineato l’importanza di questo incontro di oggi: parlare e spiegare la Convenzione di Istanbul, poco conosciuta come lo stesso fenomeno della Violenza contro le Donne, molto spesso affrontato ma altrettanto spesso con superficialità, ribadendo che si tratta di un fenomeno trasversale, cui nessuna donna può reputarsi immune e che le donne al centro della questione non vanno considerate  soggetti “deboli” ma semplicemente soggetti. 

All’incontro ha partecipato l’Avvocata Manuela Ulivi, nonché Presidente della Casa delle Donne di Milano e l’Avvocata del nostro centro Paola Memmola, le quali assieme ad Ersilia Raffaelli fanno parte del consiglio direttivo di Di.RE. – Donne in Rete contro la Violenza l’associazione nazionale dei centri antiviolenza di cui fa parte anche il nostro centro. Manuela Ulivi sottolinea l’importanza di non dover ragionare per “categorie” e quindi non assimilare le “donne” a bambini, disabili e anziani in quanto questi ultimi soggetti sono tali per un certo periodo della vita mentre donne lo si è per tutta la vita; perchè ancora oggi è diffuso il concetto dell’esistenza di una genere umano quasi “asessuato”, che però da sempre filosoficamente ha le caratteristiche del genere maschile, mentre le donne sono a parte; con la conseguenza che al centro di “tutti i ragionamenti” vi è il genere maschile, mentre le donne sono solo una parte; questo aspetto va tenuti di conto e messo al centro quando si affrontino tutte le politiche; “il genere lo portiamo ovunque e differenzia altri modi di pensare” ed è corretto affermarlo sempre, anche nella propria professione.

Infine vi è stata la partecipazione straordinaria del Magistrato Fabio Roia: magistrato dal 1986 presso il Tribunale di Monza; sostituto procuratore presso la Procura ordinaria del Tribunale di Milano addetto dal 1989 al Dipartimento competente per i reati in danno di soggetti deboli (violenze e sfruttamento), è stato componente del Consiglio Superiore della Magistratura nella consiliatura 2006-2010 dove ha curato, in particolare, le relazioni internazionali fra le magistrature e le riforme in materia di giustizia.

8 aprile 2016 Sala di Rappresentanza del Comune di Viareggio - La Convenzione di Istanbul

Gli ospiti del nostro incontro

 

La Convenzione di Istanbul segna un passaggio fondamentale; la prima Dichiarazione sull’Eliminazione della Violenza sulle Donne risale al 1993 da parte delle Nazioni Unite, in cui per la prima volta si parla di “atti di violenza fondati sul genere” e si afferma il Diritto per le donne di vivere libere dalla violenza; le forme di violenza citate all’epoca erano  quella fisica, sessuale e psicologica, distinguendo la violenza che avviene in famiglia da quella che avviene in comunità. Precedentemente coi movimenti femministi, negli anni settanta, si parlava soprattutto di discriminazione delle donne, tema legato più alle pari opportunità ma non della violenza su di esse. Nel 2002 abbiamo la Raccomandazione da parte del Consiglio d’Europa circa la Violenza Domestica (Domestic Violence Against Women), che viene riconosciuta come la più comune forma di violenza contro le donne: da dover assolutamente considerare un crimine (cosa non scontata almeno in Italia in quegli anni se andiamo a vedere i cambiamenti che ha avuto il Diritto di Famiglia dove fino a prima del ’75 era l’uomo che decideva l’indirizzo della famiglia).

8 aprile 2016 Sala di Rappresentanza del Comune di Viareggio - La Convenzione di Istanbul

Sala di Rappresentanza del Comune di Viareggio – 8 aprile 2016 : la Convenzione di Istanbul

 

 

 

8 aprile 2016 - Convenzione di Istanbul

8 aprile 2016 – Alcune delle nostre operatrici

L’11 maggio del 2011 viene emanata la Convenzione di Istanbul (ratificata successivamente in Italia nel 2013, divenuta poi Legge nel 2014 dopo la ratificazione da parte del numero sufficiente richiesto degli altri paesi dell’unione europea, e tutt’oggi qualcuno manca ancora all’appello): essa mette un punto fermo sulla definizione di violenza domestica, sul rapporto tra la donna e l’autore della violenza che non necessariamente deve essere convivente con essa; viene inoltre introdotta la definizione di violenza economica, prima poco o niente conosciuta; in essa si parla anche del rischio di vittimizzazione secondaria della donna se questa non riceve adeguato sostegno e protezione tale da favorirne l’autonomia e l’indipendenza economica. Nella convenzione si affronta anche il problema dei minori che assistono agli atti di violenza; l’articolo 31 parla circa la custodia dei figli  e la necessità di considerare l’esistenza di episodi di violenza all’interno della famiglia; da ciò nasce anche il divieto di utilizzare qualunque metodo di “risoluzione dei conflitti” che metterebbe a repentaglio la sicurezza non solo della donna, ma anche degli stessi figli.

 

 

 

 

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